🎯 Obiettivi di apprendimento
- Comprendere la concezione epicurea del piacere come criterio etico
- Distinguere tra piaceri naturali, necessari e superflui
- Esplorare il legame tra piacere, saggezza e libertà interiore
🧠 Concetti chiave
- Piacere: assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell’anima
- Atarassia: serenità interiore, libertà dalle passioni e dalle paure
- Autarchia: autosufficienza come condizione della felicità
- Desideri: classificazione tra naturali e necessari, naturali e non necessari, vani
📜 Contesto storico
Epicuro (341–270 a.C.), fondatore del Giardino, propone un’etica del piacere sobrio e razionale. Il bene consiste nel vivere senza dolore e senza turbamento. La saggezza consiste nel scegliere i piaceri che portano alla felicità duratura. La filosofia è terapia dell’anima, liberazione dalla paura della morte e degli dèi. La vita buona è semplice, amichevole, meditativa. L’etica diventa arte di vivere, coltivazione della serenità e della libertà interiore.
📚 Riferimenti teorici
- Epicuro, Lettera a Meneceo: piacere, morte, saggezza
- Epicuro, Massime capitali: sintesi dei principi etici
- Lucrezio, De rerum natura: poesia epicurea, natura, liberazione
🧪 Attività e domande guida
- Discussione: “Il piacere è sempre un bene?”
- Analisi di un comportamento consumistico alla luce dell’etica epicurea
- Scrittura riflessiva: “Un momento in cui hai scelto la semplicità e ne hai tratto beneficio”
🔗 Collegamenti interdisciplinari
- Educazione civica: consumo consapevole, benessere, libertà
- Storia: ellenismo, scuole filosofiche, vita quotidiana
- Letteratura: Lucrezio, poesia filosofica, natura e desiderio