🎯 Obiettivi di apprendimento
- Comprendere la concezione kantiana del bello come esperienza disinteressata e universale
- Analizzare il giudizio estetico come forma di mediazione tra sensibilità e intelletto
- Esplorare il ruolo dell’arte nella costruzione della soggettività e della comunità
🧠 Concetti chiave
- Giudizio estetico: valutazione del bello fondata su sentimento e universalità
- Finalità senza scopo: bellezza come ordine percepito, privo di funzione pratica
- Disinteresse: apprezzamento estetico libero da desiderio o utilità
- Comunicabilità: capacità del giudizio estetico di essere condiviso e riconosciuto
📜 Contesto storico
Immanuel Kant (1724–1804), nella Critica del giudizio, fonda l’estetica come disciplina autonoma. Il bello non è proprietà dell’oggetto, ma esperienza soggettiva che aspira all’universalità. Il giudizio estetico è libero, disinteressato, ma capace di creare accordo tra le coscienze. L’arte non è imitazione né espressione, ma gioco armonico tra immaginazione e intelletto. Kant apre la strada alla modernità estetica, dove il bello diventa forma di libertà e di comunicazione. La filosofia dell’arte si fa ponte tra natura e cultura, tra individuo e comunità.
📚 Riferimenti teorici
- Immanuel Kant, Critica del giudizio: giudizio estetico, sublime, finalità
- Immanuel Kant, Prolegomeni: fondamenti della conoscenza e del sentimento
- Immanuel Kant, Antropologia dal punto di vista pragmatico: sensibilità, gusto, comunicazione
🧪 Attività e domande guida
- Discussione: “Il bello è soggettivo o universale?”
- Analisi di un’opera d’arte secondo il criterio della ‘finalità senza scopo’
- Scrittura riflessiva: “Un’esperienza estetica che ti ha fatto sentire libero”
🔗 Collegamenti interdisciplinari
- Filosofia morale: libertà, autonomia, universalità
- Arte e design: forma, equilibrio, armonia
- Educazione civica: comunicazione, rispetto, pluralismo